Discoteche e Locali da concerto

 

La metropoli milanese negli ultimi anni ha visto un’impennata di turismo non solo vacanziero e di divertimento ma soprattutto quello musicale. Effettivamente il capoluogo milanese ha diverse discoteche dove oltre a ballare al ritmo di musica sono sede di concerti con cantanti di livello nazionale e internazionale. Facendo alcuni esempi possiamo citare l’Alcatraz in zona piazzala Maciachini che ultimamente ha visto ospiti internazionale come i Linkin Park oppure i  Limp Bizkit mentre per un groove più blues è tornato di moda il Rolling Stones sempre nella stessa zona.

 

Ovviamente i cambiamenti generano altri effetti collaterali, come l’intervento sempre più frequente di nuovi sponsor che fanno continuamente cambiare nome ai vari palazzetti, dal PalaTucker fino al FilaForum ad Assago.

 

Con questa nova ventata di freschezza infatti, Milano è diventata una delle capitali musicali più ambite del mondo. Negli ultimi anni infatti, si sono alternate star del calibro di Madoona, Led Zeppelin, Bruno Mars, Lady Gaga, Micheal Bublè e molti altri, sia della scena rock passando per il pop fino ad arrivare a musica più raffinata come quella classica.

Non solo discoteche ma anche locali e pub

 

Però oltre ad esserci veri e propri posti sacri dove poter ascoltare la musica sia stando seduti che in piedi a scatenarsi a bordo palco, esistono dei veri e propri locali a Milano, dove mangiare un panino, una pizza oppure semplicemente passare una serata all’insegna della musica.

 

Infatti in uno dei locali più famosi del mondo, il Blue Note a Milano, si può ascoltare della musica molto ricercata come jazz e blues grazie agli artisti nazionali e internazionali che sono chiamati a vere e propri concerti, con la possibilità di mangiare comodamente oppure entrare solo pochi minuti prima dell’inizio dell’esibizione.

 

La situazione ovviamente è diventata molto interessante anche per i piccoli artisti ancora non affermati come band locali, oppure solisti che vogliono guadagnare qualcosa con la loro musica, confrontandosi in una città che ha dato natali a diversi artisti, ancora oggi nelle prime posizione di classifiche italiane europee e mondiali.

 

I prezzi sia d’entrata che per chi vuole guadagnare qualcosa sono spesso diverso; se il gruppo o l’artista non è conosciuto a volte è “incluso” all’interno di una cena o un aperitivo, viceversa se invece è nome che inizia a girare nell’ambiente può darsi che vi sia un costo fisso per poter ascoltare all’interno del locale il musicista.

 

Di sicuro negli ultimi anni con l’esplosione di programmi tv come X-Factor o The Voice, hanno dato una grossa mano a sviluppare la cultura musicale anche in una città frenetica come Milano.

Potrebbe essere un’isola di dimensioni modeste, ma la Gran Bretagna non è mai stata piccola dal punto di vista dell’influenza nel mondo musicale. Dall’invasione degli anni ’60 guidata dai Beatles fino a David Bowie, senza dimenticare i classici di The Cure e gli stili vocali contemporanei di Adele, gli artisti britannici più iconici hanno scelto Londra come località all’avanguardia per le più grandi tendenze della musica.

Per gli amanti delle sette note, ecco i migliori locali per stare al passo con la scena contemporanea.

A Shoreditch c’è Rich Mix, locale e spazio culturale per tutti, completo di bar, caffetteria e galleria d’arte. Non perdere gli spettacoli musicali di Nessi Gomes, cantautore che fonde la tradizionale della musica portoghese del Fado al suono britannico contemporaneo, fino al trio jazz emergente Mammal Hands.

A nord di Shoreditch, Dalston sta ravvivando l’East End. Tre punti locali formano il triangolo jazz di questo quartiere di Londra: Cafe Oto, un locale che celebra l’avanguardia tenendo sempre presenti artisti del passato tra cui Yoko Ono, il Servant Jazz Quarters, dove il jazz di ispirazione popolare è il cardine, e il Vortex Jazz Club, che ospita oltre 400 spettacoli annuali dedicati al buon jazz vecchio stile.

Un’alternativa più locale sono il Ministry of Sound e i Corsica Studios, uno spazio intimo situato tra due archi ferroviari a Elephant and Castle (uno dei pochi veri locali che suonano a Londra fino a tarda notte, un nightclub diventato un vero e proprio punto di riferimento per la musica house, techno ed elettronica).

Al Koko hanno suonato artisti di tendenza come i Sex Pistols, Madonna e i Coldplay. La location di questo teatro si trova a Camden Town.

Infine, il St. John’s Smith Square attira gente del posto sin dal XVIII secolo. Si possono ascoltare corali, opere, orchestre, musicisti solisti e vocali che suonano concerti classici in una chiesa barocca al costo di soli 10 sterlina e biglietto, una frazione del costo per assistere allo spettacolo della Royal Opera House di Londra.

Per questo articolo si ringrazia LdnCity.com , guida e sito web sulla capitale inglese che offre una guida completa alla vita notturna di Londra

Partiamo dal presupposto che bisogna definire fin da subito due macro fattori: Il generale musical della futura compilation, e il budget che si ha a disposizione per effettuare riprese, affittare attrezzatura, professionisti e tutto quello che servirà.

Iniziamo a fare una panoramica sui ruoli professionali che servono a questo scopo:

  • Autore e Compositore: ovviamente si tratta di chi scrive il brano e la sua musica.
  • Artista: Chi canta le canzoni. Quelli bravi direbbe chi “interpreta” il brano, se eventualmente coincide con l’autore, da artista si diventa cantautore, questa figura può essere accompagna dal suo strumento musicale oppure essere un frontman di una band.
  • Produttore: Forse una delle parti più importanti, si occupa di finalizzare il prodotto musicale e supervisiona l’intero andamento della produzione. Volendo si può fare una distinzione tra produttore Esecutivo e Artistico, il primo ha competenze puramente commerciali che si occupa di coprire i costi di produzione ed è pertanto il proprietario del MASTER, mentre il secondo si occupa solitamente dell’aspetto più artistico.

  • Arrangiatore:  Questo professionista si occupa di finalizzare la scrittura della composizione musicale, mettendo la melodia principale, solitamente cantata ed eventuali altri cori. Solitamente interviene prima della produzione, ed grazie al computer e software specifici per la programmazione musicale aggiunge il tocco finale alla canzone. Quindi ha competenze in ambito informatico e solitamente è associato ad uno strumento musicale: chitarra o tastiera.
  • Fonico: Tiene sotto controllo tutti i tecnicismi relativi alla ripresa degli strumenti e del suono. Se si parla di una band solitamente si porta dietro una figura di assistente in quanto gestire tutto da solo diventa complesso.
  • Turnista: Questo è il classico caso, che vi è solo il cantante ma manca completamente una band di accompagnamento. Solitamente si tratta di professionisti con una esperienza enorme unica a una preparazione tecnica, oltre che garantiscono un livello qualitativo eccellente.

Nick Carter definito “ l’angelo biondo” della band americana più amate sulla scena musicale negli ultimianni, è stato accusato di stupro ai danni di una cantante statunitense.

Mellissa Schuman, ex cantante della Dream, gruppo semi sconosciuto sulla nostra penisola, ma abbastanza famoso in USA, la sua confessione è stata accolta dal suo stesso blog, dichiarando che 15 anni fa, ha subito questa presunta violenza quando ancora vera vergine.

Il motivo di questa confessione a distanza di cosi tanto tempo, è stata una fan che ha deciso di raccontare un episodio simile, sempre ai danni di Nick. In una catena infinita di accusa e violenza nel mondo del cinema sia nostrano che a livello internazionale, anche il mondo della musica deve scontrarsi con questa assurda realtà.

Ovviamente la notizia è stata riportata dal “ Daily Mail” rendendola di dominio pubblico su scala mondiale, sconvolgendo le fans di tutto il mondo del bel cantante biondo. Inquietante la descrizione del fatto, spiegato nei minimi dettagli: aveva 18 anni all’epoca dei fatti, e appunto faceva parte di questo gruppo chiamato Dream, band femminile. Nick lo aveva incontrato solo perché la casa discografica spingeva per farli diventare una coppia, infatti prima si erano sentiti solo telefonicamente.

Dopo qualche nano, sono stati scelti per girare un film insieme , nella loro giornata libera Nick invitò Melissa nel suo appartamento dove si recò insieme ad un’amica. Nick non fu soo ma con un amico, dopo una serata passata tra videogiochi ed alcool i suoi rimasero soli ed in quel momento su consumata la violenza. Prima dovette subire sesso orale e poi su costretta a praticalo e alla fine fu violentata. Traumatizzata oltre che per il fatto dell’atto ma anche perché fu vergine ai tempi.

Il manager di Melissa sconsigliò di denunciare Nick alle autorità,perché oltre a non essere creduta avrebbe rischiato di bruciare la sua carriera, oltre che restare bloccata a livello personale.

Insomma anche in questo caso, sembra la classica storia di abusi e silenzio.

 

I cantanti moderni usano sempre più gli psicofarmaci esattamente come succedeva in passato soprattutto tra gli artisti del genere popolare.

Sembra quasi un binomio obbligato, droghe e musica, in special modo nell’immaginario popolare. Il mondo Jazz inseguito dalla eroina, il rock patria degli acidi mentre tutti i vari dj sparsi nel mondo, si agghindavano con cocaina ed ecstasy.

Ascoltare della musica pop sotto effetto di Xanax, come ad esempio “love” di Lana del Rey, fa intuire immediatamente il legame tra i suoni e gli effetti degli stupefacenti sembra essere dilagante. In un periodo in cui si parla di liberalizzare le droghe, la musica sembra sempre avere più un suono plastico, assomigliando appunto a queste pillole.

Molti direbbero che in realtà i farmaci e la musica, siano andati in parallelo perché alleviavano i sintomi di un’epoca malata e distorta, ma nella stra grande maggioranza della musica americana, richiede esplicitamente di essere ascoltata sotto l’effetto di qualcosa. In un certo senso, la musica moderna è davvero legata a questo mondo di farmaci, molto singolare infatti che dopo la seconda guerra mondiale, quando una serie di nuove sostanze venne introdotto nel mercato, quel periodo sia stato anche la nascita del genere rock n roll.

Nella musica rap invece, c’è più una sinergia per controllare il proprio futuro oppure per uscire da “tunnel“: infatti molti cantanti di questo genere arrivano da un percorso di violenza e droghe, sia personale che nella famiglia. Per citarne un culture, Eminem, racconta che sua mamma oltre ad aver subito diverse vessazioni famigliari, faceva uso di sostanza e pillole di vario genere. Come per il cantante in ascesa “NF” con la madre morte per colpa della “droga in pillole”.

I decessi famosi nell’ultimo decennio, come Michael Jackson, Whitney Houston e Prince salgono alla ribalta che un uso di Antidolorifici, Ansiolitici o oppioidi sia ancora radico nel mondo musicale americano.

 

 

Esattamente come sta succedendo nel mondo della telefonia con la Nokia, che ha riportato in vita il 3310 storico cellulare anni 90, di cui ancora oggi si parlano della gesta per la durezza e la durata del prodotto., anche la musica si sta allineando a questa tendenza facendo rinascere vecchi supporti.

Oramai tutta la musica passa attraverso YouTube e Spotify e Apple Music

per questo anche gli artisti di fama internazionale decidono di pubblicare e fare uscire in anteprima le proprie le canzoni su queste piattaforme online, che hanno preso lo spazio lasciato dagli MP3. Una volta per ascoltare il cantante preferito o meglio ancora la canzone del momento, si aspettavano le compilation dedicata, in Italia ad esempio vi era Festivalbar che durante l’estate oltre ad essere presente su tutto il territorio con dei concerti ed ospiti internazionale, sfornava due compilation contenti le maggiori hit del momento.

Questo ritorno alle origine infatti, ha fatto salire ancora una volta alla ribalta il vinile che prima è stato sovrastato dai CD e i vari lettori portatili, poi dagli MP3 che con poco spazio si poteva avere migliaia di canzoni nel proprio lettore ed infine allo streaming, che ha permesso di portare dietro playlist aggiornate, radio e tutto quello che riguarda la musica, permettendo l’accesso semplicemente attraverso un dispositivo connesso a internet, streammando le varie canzoni.

Le nuove Generazioni Z e Millenials sono molto interessati ad acquistare questo genere di prodotto

, perché cresciuti nell’era del digitale dove tutto è accessibile con un click, risulta essere molto attrattivo quel mondo di ricercatezza e unicità che accompagna questi supporti vintage.

Infatti sia per quanto riguarda la mera registrazione della musica ma anche dei supporti, come i lettori di vinili e cassette, hanno dovuto riapprocciare la produzione in chiave moderna di questi lettori.

Insomma mai come oggi, vintage è moda!